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Sekiro: Shadows Die Twice | Recensione

Sekiro: shadows die twice come già sapevamo è un gioco in stile Dark Souls, con combattimenti incredibilmente impegnativi, dove bisogna valutare attentamente gli avversari e l’ambiente circostante prima di attaccare. Detto questo può sembrare la stessa cosa che vale per ogni altro gioco, ma Sekiro è l’evoluzione che fa la differenza e spinge il gameplay ben oltre a quello di Bloodborne e a ogni altro Dark Souls. Punta principalmente sulla tensione come pochi altri riescono a fare, su questo la casa sviluppatrice FromSoftware è stata impeccabile.

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Puoi decidere se nasconderti attaccando nel momento più opportuno, oppure adottare un approccio di combattimento diretto. Nell’insieme risulta essere un gioco molto veloce e decisamente divertente. I nemici secondari, presi singolarmente si eliminano facilmente, ma quando ci troviamo contro a molti di questi contemporaneamente diventa più complicato. Ogni nemico ha un proprio comportamento, una “IA” ben distinta, quindi dedicare tempo per imparare i vari comportamenti diventa fondamentale.
Anche se in alcuni rari casi è capitato di passare inosservati dopo esser stati visti, mentre in altri sono stati capaci di seguirmi perfettamente e rivelarmi perfino sui tetti o dietro le pareti. Diciamo comunque che il combattimento e tutto il resto, nell’insieme, risulta ben riuscito e coerente con il tema ninja e samurai, dove le battaglie devono essere ben calcolate e risolte velocemente.

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Gameplay

Ogni morte e ogni risveglio influisce notevolmente sul mondo circostante e il cambiamento lo si nota sopratutto nei personaggi che incontriamo lungo il cammino. Diciamo che oltre a perdere denaro ed esperienza le conseguenze sono considerevoli.
Wolf, il nostro personaggio, risponde molto bene ai comandi e risulta semplice fin da subito gestirne i movimenti. Abbiamo a disposizione diverse armi fondamentali come: stordenti, lancie, ascie e addirittura un lanciafiamme. La katana resta comunque la nostra arma principale nel corso del gioco. Le nostre strategie di attacco dipendono principalmente dalle arti di combattimento che riusciremo a sbloccare, ricorrendo a combinazioni di attacchi sempre più elaborati.

Ansia e frustrazione

Riguardo a ansie e frustrazioni parliamo appunto degli incontri molto impegnativi con i boss, dove anche solo un singolo colpo può risultare fatale. Difficili da abbattere e duri a morire, mentre per noi in alcuni casi, basta un singolo errore a farci perdere la partita. Quindi immaginate lo stress che possiamo accumulare, quello stress ben conosciuto di tutti i Dark Souls.
Stiamo parlando di battaglie ideate per farti combattere “sperando di poter vincere”, visto che inizialmente è veramente difficile riuscire a calcolare la vittoria. Continuare a perdere le sfide al fine di imparare l’iA del nemico può risultare comunque snervante e insopportabile, ma quella frustrazione viene completamente appagata nel momento in qui si vince. Qui subentra l’adrenalina e diciamo che se si è il tipo di giocatore che vuole tornare a casa e rilassarsi semplicemente facendo una partita, come per ogni Dark Soul, Sekiro non è esattamente il gioco più indicato.

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Il nuovo Tenchu

L’assenza di indicatori e rilevatore di nemici ci costringerà a controllare ulteriormente l’ambiente circostante. Sekiro fondamentalemten è uno stealth con aree ricche di nemici, dove escogitare il modo per uccidere e passare inosservato diventa fondamentale. Diciamo che è il successore darksoulizzato dello storico gioco Tenchu. Puoi usare il rampino per salire sui tetti, osservare in silenzio la situazione e valutare la logica dei nemici prima di attaccare. Puoi aggirarti intorno agli edifici spiando, aggrapparti alle sporgenze e ai rami degli alberi, strisciare nell’erba e lanciare oggetti per depistare i nemici nella direzione desiderata.

Ambientazioni

Le ambientazioni del gioco sono ben realizzate e spingono il giocatore a esplorare l’area circostante. Ci troviamo in questo luogo chiamato Ashina nel cuore del Giappone, formato da templi e circondato dalle montagne innevate. Tra valli e foreste insediate dai nemici, dovremmo imparare a orientarci scegliendo i sentieri più indicati. In Sekiro è presente una forte dose di mitologia giapponese che approfondisce decisamente il soprannaturale. Sebbene la storia risulta anch’essa molto ben ideata, a regalare le emozioni più forti è comunque il combattimento e le varie azioni stealth che riusciamo a compiere.

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Conclusione

Sekiro: shadows die twice è sicuramente un gioco ben riuscito, FromSoftware ha centrato l’obbiettivo in pieno realizzando un vero capolavoro. Un’avventura entusiasmante che suscita tensione e nello stesso tempo gratificazione, estremamente consigliato per gli amanti del genere DarkSoul, Ninja e Samurai. Vi ricordo che Sekiro è disponibile per piattaforme: PlayStation 4, Xbox One e Pc.

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SEKIRO: SHADOWS DIE TWICE
9

Valutazione Finale

L’unico punto a sfavore è nell’IA dei nemici, può capitare che si comportino in modo diverso in fase di allerta. Del resto gode di combattimenti molto divertenti, ambienti dal design molto curato e un gameplay ben strutturato, che porta a osservare e pianificare.  Un’avventura entusiasmante che suscita tensione e nello stesso tempo gratificazione, estremamente consigliato per gli amanti del genere.

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